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NOCCIOLE

Le nocciole, come tutta la frutta secca, sono un alimento molto energetico in grado di fornire un elevato apporto calorico (100 g forniscono circa 655 Kcal facilmente assimilabili, è, infatti, il seme oleoso più ricco di grassi e nel frattempo più digeribile). L’alto valore energetico è dato dal buon contenuto in grassi (64%), in particolare di grassi monoinsaturi (l’acido oleico è il più elevato con valori compresi tra il 71 e l’83% degli acidi grassi totali) e linoleico. È stato ampiamente dimostrato che l’acido oleico è un ottimo “spazzino” del colesterolo LDL (colesterolo cattivo) e trigliceridi, contribuendo a svolgere un’azione preventiva e protettiva nei confronti delle patologie cardiache. Alcune evidenze scientifiche hanno avanzato l’ipotesi di un effetto benefico delle nocciole sulla salute umana:
nelle patologie cardiovascolari; uno studio del Physicians' health study (2002) ha sottoposto 21454 soggetti per 12 mesi all’assunzione regolare di frutta secca (4 o più porz./sett). L’assunzione si associa a una riduzione del 30% del rischio di morte per patologia vascolare;
nelle dislipidemie; in particolare il contenuto in antiossidanti e la composizione in acidi grassi determinerebbero effetti positivi sulla mobilitazione del colesterolo, diminuendo i livelli di colesterolo LDL e totale e aumentando i quantitativi di HDL (colesterolo buono).
Inoltre, l’elevato contenuto di tocoferoli (vitamina E) e ß-sitosterolo ha effetto anche sul controllo di alcune tipologie di tumori (colon, prostata e seno).
Le nocciole da noi utilizzate provengono dal Parco dei Nebrodi (la più grande area naturale protetta della Sicilia. Le nocciole dei Nebrodi sono particolarmente apprezzate per l'inconfondibile aroma, il delicato sapore ed il persistente profumo. La nocciola del Parco dei Nebrodi contiene circa il 40% di grassi monoinsaturi.

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GRANO SARACENO

Il grano saraceno pur non appartenendo alla famiglia dei comuni cereali (Graminacee), viene spesso associato con essi per le sue caratteristiche nutrizionali. Il seme è composto principalmente da amido, di cui circa il 25% è rappresentato da amilosio e circa il 75% da amilopectina; l'abbondante presenza di quest'ultima lo rende facilmente digeribile. Le proteine presenti, che ammontano a circa il 12%, vantano un buon valore biologico. Contiene inoltre vitamine del gruppo B (tiamina, riboflavina, niacina e acido pantotenico), sali minerali come ferro (4mg100g), fosforo (330mg100g), potassio (450mg100g), calcio (110mg100g), mentre una preziosa componente rappresentata da composti dotati di proprietà antiossidanti si ritrova specialmente nelle parti aeree come le foglie. Ha inoltre un basso indice glicemico, che lo rende più adatto anche per soggetti diabetici, è ricco di fibre (6 g 100 g) e contiene fitosteroli. La farina di grano saraceno fornisce energia e "vigore" ed è ottimo per sportivi ed anziani, anche per le sue proprietà remineralizzanti dell’organismo.

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LUPINI

I lupini da un punto di vista nutrizionale, il lupino è particolarmente interessante per l'apporto di proteine (43g su 100g di farina), pari a quello della soia (40,8g su 100g di farina), paragonabile a quello della carne e superiore a quello delle uova. Il lupino, quindi, rappresenta una ottima fonte alternativa alle proteine di origine animale . Più elevato di tutti gli altri legumi è l'apporto in fibra (25.5g su 100g farina), mentre l'apporto in grassi è inferiore rispetto a quello della soia (8% vs 23%) . Infine ottimo il rapporto omega 6/omega3, importanti acidi grassi definiti "essenziali", poiché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e dunque debbono essere assunti con la dieta, e il basso contenuto di fitati (sali dell'acido fitico), molecole che riducono la biodisponibilità (% del contenuto totale assorbita e successivamente utilizzata dall'organismo per le sue specifiche funzioni) di vari micronutrienti tra cui due importanti minerali: il calcio e lo zinco.

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CARRUBE

Si tratta del frutto (baccello) della leguminosa Ceratonia siliqua (L.) Taub., ricco in fibre solubili e polisaccaridi che gli impartiscono un sapore dolciastro che ricorda vagamente quello del cioccolato. Rispetto a quest'ultimo la carruba è molto meno calorica, più povera di grassi (0,65g100g). e più ricca di fibre (39,8g100g), vitamine (riboflavina 0,461mg100g) e minerali (calcio 348mg100g, potassio 827mg100g, magnesio 54mg100g, rame 0,571mg100g e manganese 0,508mg100g). L'assenza di sostanze come la caffeina e la teobromina rende le carrube il sostituto ideale del cioccolato per chi soffre di allergie o ipersensibilità verso tali sostanze. L'elevato contenuto in fibre la rende un alimento particolarmente saziante, capace di coniugare sapore e benessere, eccellente per favorire la regolarità del transito intestinale. È particolarmente consigliata in caso di disturbi digestivi, reflusso gastrico frequente, irritazione del colon, vomito persistente, acidità gastrica, steatorrea (termine medico utilizzato per indicare l'eccessiva presenza di grasso nelle feci), emorroidi, anemia e carenze nutrizionali.

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MANNA

Manna del Parco delle Madonie (presido Slow Food) è la linfa estratta dall'incisione della corteccia del frassino, (Fraxinus ornus e Fraxinus excelsior). La Manna Pura (Eletta) è un prodotto unico e raro prodotta in Sicilia solamente in due paesi delle Madonie: Castelbuono e Pollina. Il nome di manna è riservato al prodotto derivante da incisione della corteccia dell'Orniello, od Amolleo (Fraxinus ornus), e del Frassino (Fraxinus excelsior). La manna pura è una linfa zuccherina costituita principalmente da mannite, acidi organici, acqua, glucosio, oligoelementi, fruttosio, mucillagini (che possono avere un effetto positivo sull’equilibrio della flora intestinale), resine e composti azotati. In particolare, la sua efficacia è dovuta a mucillagini, acidi organici e mannite, che agevolano l’eliminazione di scorie e grassi (anche se non in modo diretto, ma grazie alla loro azione nel favorire la regolarità del transito intestinale). Può essere assunta anche dai diabetici perché pur essendo dolcissima non altera il livello glicemico del sangue. (Lazzarini & Lonardoni 1984 – Brennan E et Al 1971 – Gigante D 1948 - R. Schicchi, L. Camarda, V. Spadaro & R. Pitonzo).

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